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Posts Tagged ‘Maria Carrazoni’

e della donna che lo scrisse mi prese il ritrovarmi detta lì dentro, che mi prendeva subito per mano e mi portava con sè, sempre e comunque, sulle navi e tra i ghiacci, sulle colline di Sicilia e tra le particelle elementari dell’universo, senza lasciarmi mai andare.

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Nonostante la distanza che ci separa, anni luce di spazio e di tempo fra di noi.
Se siamo nati dallo stesso elettrone, non c’è scampo.
Micropezzetti di un’esplosione del web, rotti in due metà o di più rotti, ci cerchiamo per tutta la galassia per fare un mostro intero.
M’influescerai allo lungo delle galassie separate, modificando ogni mio gesto autonomo.
Piove da te, io diluvio in libera sincronia.
Siamo non separabili, non locali. Il che significa un’interconnessione istantanea, leggo.
Einstein chiamò questa connessione fastidiosa nostra, Azione Fantasmale a Distanza e anche Terrificante Azione a Distanza.
Capita per colpa dell’allacciamento delle particelle, Il nostro legami durerà dopo la sparizione tua.

ovvero mettere in versi la fisica quantistica. c’è chi sa farlo.

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Percepire nel buio del presente questa luce che cerca di raggiungerci e non può farlo, questo significa essere contemporanei. Per questo i contemporanei sono rari. E per questo essere contemporanei è, innanzitutto, una questione di coraggio: perchè significa essere capaci non solo di tenere fisso lo sguardo nel buio dell’epoca, ma anche di percepire in quel buio una luce che, diretta verso di noi, si allontana infinitamente da noi. Cioè ancora: essere puntuali a un appuntamento che si può solo mancare. Per questo il presente che la contemporaneità percepisce ha le vertebre rotte. Il nostro tempo, il presente non è, infatti, soltanto il più lontano: non può in ogni caso raggiungerci. La sua schiena è spezzata e noi ci teniamo esattamente nel punto della frattura.
«Accogliendo il paradigma che qui ci interessa, significherebbe dunque darsi gli strumenti per vedere apparire le lucciole nello spazio sovraesposto, feroce, troppo luminoso, della nostra storia presente.»
(la foto di María Carrazoni)

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