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Archive for the ‘e rileggere’ Category

e della donna che lo scrisse mi prese il ritrovarmi detta lì dentro, che mi prendeva subito per mano e mi portava con sè, sempre e comunque, sulle navi e tra i ghiacci, sulle colline di Sicilia e tra le particelle elementari dell’universo, senza lasciarmi mai andare.

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“Se qualche volta scrivo”- dice Cristina Campo-“è perché certe cose non vogliono separarsi da me come io non voglio separarmi da loro. Nell’atto di scriverle esse penetrano in me per sempre- attraverso la penna e la mano- come per osmosi.” (da Parco dei cervi, in Gli imperdonabili)

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Mi resta da dire che ho apportato qualche correzione a Morte dell’ Inquisitore, giovandomi di suggerimenti che generosamente qualche lettore mi ha dato, e ho aggiunto in nota un articolo su un recente ritrovamento nel palermitano palazzo dello Steri, che fu sede dell’Inquisizione. Non ho mutato nulla nelle Parrocchie: e non avevo del resto, né soggettivamente né oggettivamente, ragione alcuna per mutare qualcosa. Il che, soggettivamente, può essere una presunzione; ma oggettivamente, per l’immutata realtà del paese, è una tragedia.

(Leonardo Sciascia, dalla prefazione a Le parrocchie di Regalpetra, 1967)

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aguzza lo sguardo

                                            Aguzza lo sguardo,

laggiù vedrai nell’ingrigire della sera

le ruote dei mulini a vento girar

lontane. E il bosco arretra, davvero,

a una tale distanza che più non sai

dove sia mai stato, e la casa diaccia

si spacca, e la brina disegna sui campi

un’immagine della terra incolore.

Così, quando il nervo ottico

si lacera, nell’aria silenziosa e immota

tutto si fa bianco

come la neve sulle Alpi.

(W. G. Sebald, Secondo natura. Un poema degli elementi, Adelphi, 2009, traduzione di Ada Vigliani)

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