una patata

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“Ghirri diceva di sé due cose: che era una patata perché si sentiva molto piantato sulla terra… oppure che gli sarebbe piaciuto essere un sasso. C’era un legame molto forte con la terra, con la sua terra, che si vedeva anche dal fatto che cercasse di tornare a casa anche quando era distante per lavoro. […] Era stanco di viaggiare, di tutta una vita spesa andando in giro, voleva portare le cose che gli piacevano a casa sua.”

“C’era una sorta di stanchezza nel guadare il mondo, nel vedere il degrado…ricordo gli ultimi lavori sul paesaggio, erano lavori sul paesaggio cancellato, sulla nebbia.”

(da Le ultime luci della sera, di Arturo Carlo Quintavalle, la Lettura #272)

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Luigi Ghirri

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grande è la confusione sotto il cielo la situazione è eccellente

Si conferma la prima parte: il disordine pare totale, si naviga a vista, mi dicono, qui si lavora giorno per giorno, armiamoci di pazienza, cosa ci vuoi fare. Che però la situazione sia quindi eccellente questo non lo credo.

una sterminata domenica

 

ghirri

L’Italia, una sterminata domenica

 

le motorette portano l’estate

 

il malumore della festa finita

 

sfrecciò invano, ora è poco,

 

l’ultimo pallone

 

e si perde

 

ma già sfavilla la ruota vittoriosa

 

e dopo, che fare della domeniche?

 

aizzare il cane, provocare il matto

 

non lo amo il mio tempo, non lo amo

 

l’Italia dormirà con me

 

in un giardino d’Emilia o Lombardia

 

sempre c’è uno come me

 

in sospetti e pensieri di colpa

 

tra il canto di un usignolo

 

e una spalliera di rose

(Vittorio Sereni)

 

giornate

Una volta, più giovane, trovavo risorse impensate e non era difficile uscire dalla notte. Oggi, a volte, davvero, non so se sono io che sto impazzendo o il mondo tutto, insieme. E’ che non ci capiamo più, io e il mondo.