Dis-moi (a M.)

Dimmi, il tuo cuore a volte prende il volo, Agata,

lontano dal nero oceano dell’immonda città,

verso un altro oceano dove lo splendore esplode,

blu, chiaro, profondo, più della verginità,

dimmi, il tuo cuore a volte prende il volo, Agata?

[…]

Ma il verde paradiso degli amori infantili,

i colori, le canzoni, i baci, i mazzi di fiori,

i violini vibranti dietro le colline,

con le brocche di vino, la sera, sotto gli alberi,

ma il verde paradiso degli amori infantili,

l’innocente paradiso, pieno di piaceri furtivi,

è già più lontano dell’India e della Cina?

Possiamo richiamarlo con lamenti sinceri,

e animarlo ancora di una voce argentina,

l’innocente paradiso pieno di piaceri furtivi?

#charles

per la memoria

Vecchie parole:                fiducia                            fedeltà

E ancora nulla di nuovo in sostituzione.

Io rastrello foglie, rassetto il prato, erba d’ottobre

dolorosamente verde sotto l’oro

e in questo lavoro silenzioso sorgono

pensieri di te

sento la tua voce:                           sfiducia                 tradimento

che punge i fili

Io riempio sacchi con le vecchie foglie

e ancora cadono e ancora

vedo il mio lavoro disfatto

Un pomeriggio gelido di pioggia

e l’intero lavoro da rifare

Non posso sapere ciò che sai

se non me lo dici

ci sono ferite nella nostra comprensione

di questo mondo

Ci siamo incontrate in una identica

furia di destinazione

menzionando a malapena la differenza

(che cosa attirava i nostri bei capelli

nel fuoco

i profondi, ardui abbeveratoi

taciuti)

Sono caduta scavalcando la ringhiera di un seminterrato

il primo giorno di scuola e mi sono ferita la fronte-

te l’ho mai raccontato? Più di quarant’anni

e ricordo ancora che ho annusato il mio sangue

come l’odore di un nuovo libro di testo

E mi hai raccontato

come ti richiamava dal gioco tua madre

e da chi? Per cosa? Questi atomi ricoperti di polvere

comune

quella vita normale dalla quale ognuna e tutte fuggivamo

fuori orbita

alla quale dobbiamo ritornare semplicemente per dire

questo è il mio luogo d’origine

questo è ciò che conoscevo

Il passato non è un guscio tuttavia il cambiamento

continua

Libertà: Non è una volta, camminare fuori

sotto la via Lattea, sentendo i fiumi

di luce, i campi di buio-

la libertà è un continuo, prosastico ricordare

quotidiano. Mettere insieme, pezzo dopo pezzo

i mondi stellati. Da tutte le collezioni perdute.

(Adrienne Rich, For Memory, in Cartografie del silenzio, Crocetti)

Fare

Fare. Fare qualcosa, fare del bene, fare la pipì, far passare il tempo, l’azione in tutte le sue combinazioni. Ma dietro a ogni azione si nascondeva la protesta, perché fare significava uscire da per arrivare a, o muovere qualcosa perché stesse là e non qua, o entrare in quella casa invece di non entrarci o entrare in quella accanto, ovvero in ogni atto era insita l’ammissione di una carenza, di qualcosa non ancora fatto e che era possibile fare, la protesta tacita di fronte alla continua evidenza della mancanza, della diminuzione, della pochezza del presente. Credere che l’azione potesse colmare, o che la somma delle azioni potesse realmente equivalere a una vita degna di questo nome, era un’illusione da moralista. Era meglio rinunciare, perché la rinuncia all’azione era la protesta medesima e non la sua maschera.

#juliocortazar #rayuela

questo fatto del diventare più sani

Lo stesso Ermanno Cavazzoni, che è uno dei miei più cari amici, credo che…ha fatto una sua teoria che si arriva solo a una certa età, nella crescita, una certa età poi basta, ecco io sono arrivato solo fino a diciott’anni – mentre lui a ventuno- e lui mi vede, un po’ come un idiota che s’è bloccato a diciott’anni, e glielo concedo, probabilmente avrà ragione lui che sono un idiota bloccato a diciott’anni. Non so però cosa voglia dire, questo fatto, del diventare più sani, non lo so cosa voglia dire.