oppure

…oppure conveniva che questa era solo follia e che era bene uscirne al più presto, prima che fosse tardi. Perchè a volte sembrava che persino il pavimento delle stanze oscillasse. Uscire dall’impasse.

Martin Freud, continua Barthes parlando ancora della figura della Gradiva, un giorno era stato preso in giro durante una gara di pattinaggio e il padre lo aiuta a uscire da questa situazione come, scrive Barthes, ” se liberasse un animale prigioniero delle reti di un bracconiere”.

“Con estrema delicatezza, egli dipanava una dopo l’altra le maglie che trattenevano la bestiola, non mostrando alcuna fretta e sopportando senza spazientirsi i bruschi movimenti che l’animale faceva per liberarsi, fino a che le avesse sbrogliate tutte e che la bestia potesse così scappare via dimenticando tutto di quell’avventura.” Così Martin Freud. *

Ma non c’è sempre un padre, né una madre, né qualcuno. A volte non c’è rimasto nessuno, pensava. La stessa delicatezza bisognerebbe saperla usare con se stessi.

A volersi bene.

*Martin Freud, Freud, mon père, citato da Roland Barthes.

 

 

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