due poesie di Derek Walcott

CONCLUDENDO

Vivo sull’acqua

solo. Senza moglie né figli.

Ho circumnavigato ogni possibilità

per arrivare a questo:

una piccola casa su acqua grigia,

con le finestre sempre spalancate

al mare stantio. Certe cose non le scegliamo noi,

ma siamo quello che abbiamo fatto.

Soffriamo, gli anni passano, lasciamo

tante cose per via, fuorché il bisogno

di fardelli. L’amore è una pietra

che si è posata sul fondo del mare

sotto acqua grigia. Ora, non chiedo nulla

alla poesia, se non vero sentire:

non pietà, non fama, non sollievo. Tacita sposa,

noi possiamo sederci a guardare acqua grigia,

e in una vita che trabocca

di mediocrità e rifiuti

vivere come rocce.

Scorderò di sentire,

scorderò il mio dono. E’ più grande e duro,

questo, di ciò che là passa per vita.

AMORE DOPO AMORE

Tempo verrà

in cui, con esultanza,

saluterai te stesso arrivato

alla tua porta, nel tuo proprio specchio,

e ognuno sorriderà di benvenuto all’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.

Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.

Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore

a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato

per un altro e che ti sa a memoria.

Dallo scaffale tira giù lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,

sbuaccia via dallo specchio la tua immagine.

Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

( da Mappa del nuovo mondo, Adelphi, 1992, traduzioni di Barbara Bianchi, Gilberto Fiori e Roberto Mussapi)

 

 

 

 

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