il genio

“Leonardo fu anche scrittore di aforismi e di novelle. Durante la sua instancabile attività di scienziato, inventore, artista redasse una quantità notevole di appunti che scrisse in ogni momento della sua vita. Possiamo dire, dunque, che fu senza ombra di dubbio uno scrittore prolifico, addirittura un grafomane. Anche se di fatto nella sua vita non compose che il Trattato di Pittura, moltissimi sono i quaderni che ci ha trasmesso. Sappiamo da una nota del primo aprile del 1499 che l’artista a quei tempi si trovava “alla testa di duecentodiciotto libri”, tra fogli, quaderni e appunti, pieni di riflessioni più disparate. Perché il loro contenuto fosse reso noto ci è voluto tuttavia del tempo. Leonardo fu, infatti, estremamente geloso dei suoi quaderni; né agli amici né ai suoi discepoli permetteva di consultarli, forse per paura che le sue idee venissero depredate o forse semplicemente per pudore. Ad ogni modo, per mantenere il completo segreto sui suoi appunti, l’artista si servì di alcuni stratagemmi, come scrivere da sinistra verso destra (così che i suoi fogli fossero leggibili solo allo specchio) e anagrammare le parole sulle quali voleva conservare il massimo riserbo. Anche la sua scrittura, infine, desta meraviglia: invece che con una comunissima penna d’oca, Leonardo sembra avere vergato i suoi quaderni con un prototipo di penna stilografica, inventata da lui stesso con tutta probabilità, come dimostrano alcuni suoi disegni.”


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