Due poesie di Toti Scialoja (forse tre)

 

Fuori Castelfidardo

sul viale controvento

lo striscione TRAGUARDO

copre metà tramonto.

Fa buio al primo sguardo

mandano ardore i tigli

l’eternità è in ritardo

per colpa dei bisbigli.

(da Il giardino degli sguardi, da Scarse serpi, 1983, in Toti Scialoja, Poesie 1961-1998, prefazione di Giovanni Raboni, Garzanti, 2002)

Cartolina da Nizza:

sul molo l’onda innalza

i suoi spruzzi- il palmizio

sprezza la mossa falsa.

Svolazza la tua firma

-si legge per un pelo-

è un nembo nero il timbro

postale in mezzo al cielo.

(da Paesaggi sul peggio, idem)

Fuori piove se piango

senza sedermi senza

causa apparente spengo

la cicca lentamente

più che piangere spingo

lacrime sulla pelle

percorrendo la stanza

quanta è larga da un angolo

all’altro vanno vanno lente

quelle gocce ingranaggio

più logoro che blando

le sento sulla lingua

certo non me ne viene

il minimo vantaggio

solo un odore d’acqua

piovana intrisa a cenere.

(da Respiro di serpi, idem)

 

 

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