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Archive for novembre 2016

Ma tu come ti difendi?

Tengo due sigarette e una moneta
nella tasca interna del giubbotto

Mangio in riva al mare
sembra azzurro da qui
alla giusta distanza la vista migliora

Guardo i miei genitori
indovino quali rughe saranno le mie
vorrei sotto l’occhio sinistro la piega che ha mia madre
e che le mie mani invecchiassero come quelle di mio padre
salutarli è ogni volta accorciare il tempo insieme

Vivo sei giorni a settimana
uno lo tengo da parte
per quando saremo vecchi

 

© Inedito di Francesco Zani

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Kilkunastoletnia

Un’adolescente

Io-un’adolescente?

Se qui, ora, d’improvviso, mi comparisse davanti,

dovrei forse salutarla come una persona cara,

benché mi sia estranea e lontana?

Versare una lacrimuccia, baciarla sulla fronte

per la sola ragione

che la data di nascita è la stessa?

Siamo così dissimili,

che forse solo le ossa sono uguali,

la calotta cranica, lo orbite oculari.

Perché già i suoi occhi sembrano un po’ più grandi,

le ciglia più lunghe, la statura più alta

e tutto il corpo è fasciato

da una pelle liscia, senza un’imperfezione.

In verità ci legano parenti e conoscenti,

ma nel suo mondo, di questa cerchia,

vivi lo sono quasi tutti,

mentre nel mio quasi nessuno.

Siamo così diverse,

così diversi i nostri pensieri e le parole.

Lei sa poco-

ma con caparbietà degna di miglior causa.

Io son molto di più-

ma non in modo certo.

Mi mostra qualche poesia,

scritta con grafia nitida, accurata,

come ormai io non scrivo più da anni.

Leggo quelle poesie, le leggo.

Be’, forse quest’unica,

se solo si accorciasse

e correggesse qua e là.

Il resto non promette nulla di buono.

La conversazione langue.

Sul suo modesto orologio

il tempo è ancora instabile e costa poco.

Sul mio è molto più caro e esatto.

Per commiato nulla, un sorriso abbozzato

e nessuna commozione.

Solo quando sparisce

e nella fretta dimentica la sciarpa.

Una sciarpa di pura lana,

a righe colorate,

che nostra madre

ha fatto per lei all’uncinetto.

La conservo ancora.

(  Wislava Szymbrorska, dalla raccolta Tutaj (Qui), 2009, in Wislava  Szymbrorska, La gioia di scrivere, Tutte le poesie (1945-2009), a cura di Pietro Marchesani, Gli Adelphi, 2009)

 

 

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C’è una differenza fondamentale: mentre le immagini della memoria sono il residuo di un’esperienza continua, una fotografia isola le sembianze in un istante staccato. Ma nella vita il significato non è istantaneo. Viene scoperto perché connette, e non può esistere senza sviluppo. Senza una storia, senza una rivelazione non si dà significato.
I fatti, l’informazione non costituiscono di per sé significato.
(John Berger, Fotografia e verità, su Doppiozero)

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