bottonologia

E’ stato August Strindberg a coniare il termine bottonologia. Era infuriato e aveva bisogno di un’ingiuria. Quelle vecchie non erano adatte, così se ne inventò una nuova. Il divertente è che fosse nel racconto L’isola dei beati. Lo scrisse in Svizzera nel 1884 e, come al solito, l’intento non era solo di vendicarsi di ingiustizie di ogni genere e sorta.

Siccome per gli sfaccendati era difficile non fare proprio niente, si inventarono svariati lavoretti, più o meno insensati. Uno si mise a collezionare bottoni, un altro pigne d’abete, pino o ginepro, un terzo si procurò una borsa di studio per viaggiare all’estero.

l'arte di collezionare mosche

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