biscotti

In Italia sono molti preoccupati-alcuni- per la storia dei cookies, dei biscottini in rete, quelli su cui bisogna avvertire chi legge i blog. Di questo sono preoccupati. Non di Renzi, della politica, delle elezioni, della merda che stiamo vivendo. No: dei cookies.

Non so se abbiano ragione a preoccuparsi. Non so se anche questa sia una cosa importante, un segno dei tempi, la restrizione di una libertà personale.

Non lo so, come non so più molte cose. Alla mia età faccio già fatica a stare dietro a tutto e a tutti, in certi giorni non ho proprio la testa per farlo, né la voglia. Come se il tempo non bastasse più.  Come se le cose perdessero la loro importanza, e forse va bene così, la vita è altro da questo affannarsi, almeno la vita a un certo punto.

L’altro giorno ho percepito l’impermanenza delle cose, quella di cui si parlava nel film di Bertolucci. L’ho sentita, forse mi ricordo, mentre ero in macchina, ma non te l’ho detto, non so mai come prenderesti queste cose, troppo malinconiche, forse, per te.

 

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