Paolo Zanotti

tumblr_ma4bkalx8j1rrimozo1_500Tutta la parte di Pescino che sale verso San Siro e verso il monte è la parte noir della mia infanzia a Santa Margherita. È la città ottocentesca, un lungo viale di platani con la fila delle vecchie case, e vecchie statue allegoriche ogni tanto sulle facciate, e il negozio del fiorista, e qualche edicola, e i bar dove bambino bevevo la camomilla. Questa Santa Margherita è solo una parte della Grande Città Ottocentesca, che è una città autunnale, fatta di palazzi marroni tra qualche parco che perde le foglie, piogge e portici, vecchi negozi di scarpe e d’abbigliamento dove mi portava la mamma (e quella era Novara, credo, non più il paese), retrobottega con il ritratto della vecchia signora in bianco, ma la Grande Città Ottocentesca cresceva fino a che le vie non diventavano gigantesche, e i marroni sempre più cupi, e le vetrine sempre scintillanti, e allora capivo di essere andato a trovare mio cugino a Milano. Mi fanno paura questi posti, mi sento solo, mi sembra di averci già vissuto prima, di aver fatto il liceo a Torino, di aver visto un qualche assassinio nel parco dell’Allea di Novara, di essere svenuto davanti a una vetrina di scarpe.

Paolo Zanotti (intanto qui, poi frugo ancora), scoperto grazie a questo articolo di Niccolò Scaffai su Alias di ieri, domenica

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