avvistamenti

Boyhood segna un capitolo nuovo nella storia del cinema: per quello che ha fatto e per quello che ci fa provare. Ci procura un sentimento tutto particolare, qualcosa che ci turba ed è diverso dal pathos o dall’emozione lacrimevole fine a se stessa: Boyhood ha una sorta di effetto catartico. Perché? Essenzialmente per due ragioni. Perché ci fa rivivere, come non era mai accaduto, qualcosa che è capitato e può capitare a tutti in ogni istante, vale a dire l’esperienza dello scorrere del tempo; e poi perché questa esperienza, calata nella circostanza specifica dell’infanzia e dell’adolescenza, è raccontata come una situazione che ci riguarda non soltanto in quanto individui ma, soprattutto, in quanto esseri appartenenti a una storia dove non eravamo soli. Che sia andata bene, oppure no, è andata così: c’erano anche gli altri, ed è assieme a loro che abbiamo suonato la musica degli anni della nostra crescita, molto di più di quanto i nostri racconti egocentrici potrebbero farci credere: non eravamo soli.

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