e noi che pensiamo la felicità come un’ascesa

Ma se i morti infinitamente dovessero mai destare un simbolo in noi,

vedi che forse indicherebbero i penduli amenti

dei nocciòli spogli, oppure

la pioggia che cade su terra scura a primavera.

E noi che pensiamo la felicità

come un’ ascesa,  ne avremmo l’emozione

quasi sconcertante

di quando cosa ch’ è felice,  cade.

(Rainer Maria Rilke,  Elegie duinesi,  trad. Enrico e Igea De Portu, Einaudi 1978)

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