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Archive for ottobre 2013

musica 2

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musica

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una cicogna

Karen Blixen racconta una storia che le raccontavano da bambina. Un uomo, che viveva presso una stagno, una notte fu svegliato da un gran rumore. Uscì allora nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell’oscurità, correndo in su e giù, a destra e a manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. Finché trovò una falla sull’argine da cui uscivano acqua e pesci: si mise subito al lavoro per tapparla e, solo quando ebbe finito, se ne tornò a letto. La mattina dopo, affacciandosi alla finestra, vide con sorpresa che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna.

“Quando il disegno della mia vita sarà completo, vedrò, o altri vedranno una cicogna? “, si chiede a questo punto Karen Blixen. Noi potremmo aggiungere: il percorso di ogni vita si lascia alla fine guardare come un disegno che ha senso? […]

( da Adriana Cavarero, Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Filosofia della narrazione, Feltrinelli, 1997)

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procrastinare

Di buone intenzioni è lastricato l’inferno, diceva più o meno il proverbio. Farò, dirò, andrò, leggerò. Ma non ho più vent’anni, lo spazio- temo- si fa più breve. Come una strada, un ponte di cui vedo già – a volte- la fine, brusca; come un taglio, i costruttori non avevano più soldi per portarlo in fondo, il piano regolatore, una protesta cittadina, chissà, quei raccordi autostradali mai finiti che terminano su se stessi. E’ ovvio che sia così, così è per tutti, lo so. Non mi inquieta più di tanto. Ma a volte, se alzo lo sguardo sulle colline e gli ulivi le case i cipressi e il cielo, mi dico che un giorno non vedrò più tutto questo e me ne dispiaccio. Allora vorrei amare la vita molto più di come la ami adesso, con più forza, più amore, per sempre. Così la vita bisognerebbe prenderla, mi dico, come se di vita ne avessi davanti tanta da permettermi il lusso di aspettare, di darle tempo, a lei, per cambiare da sola, andando avanti per forza di inerzia. Indecisa, insomma, tra il clinamen e l’urto delle molecole, tra lo zigzagare casuale, la vita come gioco e divertimento e accettazione del caos e dell’inaspettato, e vivere invece secondo un disegno che tu stessa hai progettato, salvo poi ricordarmi sempre, al finale, la storia dell’uomo che traccia sulla neve il disegno di una gru senza accorgersene e quella è la sua vita.

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