Raddrizzo le spalle

Raddrizzo le spalle.

Immagino il filo invisibile

che attraversa le vertebre

risale

per la colonna

e il collo

e va su in alto,

nel punto più alto della testa,

ed esce

e mi congiunge al cielo

e tira.

Un filo d’acciaio,

sottile,

che non mi fa afflosciare,

mi sostiene.

Siamo tutt’uno

tra la terra e il cielo

l’universo.

A tratti invece ci sentiamo

schiacciati al suolo.