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MalerbaProfili

da Tèchne (rivista)

Tracciare con il pennarello il profilo intorno agli oggetti che stanno sul nostro tavolo o in giro per la casa può significare qualcosa. Forse prima di tutto una frustrazione: invece dei profili con il pennarello forse l’autore avrebbe preferito impegnarsi con veri disegni rappresentativi, che però non è in grado di fare.
Circondare un oggetto sia pure con un pennarello si può interpretare come un gesto di affetto (si circonda con le braccia, mai con un pennarello, la donna amata). Seguire le curve o anche gli spigoli di un oggetto è più di un abbraccio, è come insinuarsi con il pennarello nei luoghi off limits dove hanno diritto di ingresso solo i sentimenti.
Questi profili purtroppo, nonostante le loro pretese sentimentali, ci comunicano soltanto una immagine scheletrica del mondo, insufficiente a rappresentarlo. Alcuni pochi sono espressivi, vale a dire ci comunicano una idea sintetica e parziale dell’oggetto profilato, altri sono puramente analogici in quanto non contengono elementi specifici dell’oggetto ma solo allusioni formali.
In tutti i casi il profilo racchiude un vuoto, una memoria incerta, un simulacro senza senso. Non resta dunque all’ autore che riempire il vuoto lasciato dall’oggetto assente. Qui entrano in scena le parole. Le quali possono dare un senso al profilo o a loro volta girare intorno alla immagine da esso evocata. In qualche caso viene chiamato in soccorso uno scrittore o un filosofo che si adagiano dentro al profilo, ne commentano l’esistenza e le funzioni o ne interpretano la presenza.
Le geometrie aperte sono profili dell’universo: le parallele che nel percorso infinito si incontrano, la linea della curvatura del globo, la tangente del cerchio. Ci comunicano una certa inquietudine perché ci ricordano che abitiamo su una sfera che si muove velocissima nello spazio infinito. Circoscrivere dei minimi frammenti di questo spazio è una impresa modesta ma che comprende qualche dignità e forse qualche sorriso.

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Sul libro Profili di Malerba leggi la recensione di Andrea Cortellessa uscita sul n. 26, febbraio 2013 di Alfabeta2 cliccando qui.