da qualche parte è primavera

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Ciliegi in fiore a Tokio

Detesta alloggiare in un hotel, per giunta in un quartiere tanto asettico, e si trasferisce, nel volgere di poche settimane, nella sua prima casa: a Senzoku, sulla sponda del lago omonimo, zona sudorientale della città. Più che un lago era uno stagno, mi diceva, ma – smanioso di precisarlo – uno stagno grande, alla Thoreau, non un piccolo stagno inglese. Prende possesso dell’abitazione in inverno. Sebbene gli abbiano parlato dei ciliegi che crescono nel giardino e lungo la sponda del lago, l’effetto scenico prodotto con l’arrivo della primavera lo coglie di sorpresa. Con il trascorrere delle settimane, lo spettacolo prende forma sotto i suoi occhi, finché la quantità di fiori diventa tale da trasformarsi, come mi disse lui stesso, in un’accecante nuvola bianca impressa sulla retina. Perdevi la cognizione delle distanze, non distinguevi più il primo piano dallo sfondo, ti sembrava di essere perennemente sospeso a mezz’aria.

(Un’eredita di ambra e avorio, Edmund De Wall, Bollati Boringhieri)