l’uomo con la macchina da presa

L'uomo con la macchina da presa (manifesto del film)
L’uomo con la macchina da presa (manifesto del film)

In quegli anni c’è solo un autore che percepisce come Joyce un senso generale del movimento discontinuo, ma collettivo in ogni angolo, in ogni transito in una carraia, in ogni luogo di negozi o di fabbriche: sarà il grande cineasta russo Dziga Vertor, che nel suo straordinario film del 1929 (L’uomo con la macchina da presa ) sembra aver appreso certi aspetti delle tendenze di Joyce, per farne un flusso di vite. (Gianni Celati, dall’introduzione a Ulisse di James Joyce, Einaudi 2013)

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