questo era scivolato dal mazzo

“Si doveva a lui- scriverà Proust diversi anni più tardi- se molti dipinti lasciati incompiuti venivano infine ultimati” Ed era anche amico degli artisti. “E’ già giovedì- gli scrive Manet- e non ho ancora ricevuto vostre notizie. Siete evidentemente troppo ammaliato dall’intelligenza della vostra ospite… Orsù dunque, prendete la penna migliore e datevi da fare”.  Charles acquista da Manet un quadro raffigurante un mazzo di venti asparagi legati da uno spago, una delle sue straordinarie, piccole nature morte in cui dal buio emerge un limone, o una rosa. Manet gli chiede ottocento franchi, una somma relativamente cospicua, ma Charles, entusiasta dell’opera gliene invia mille.

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Una settimana dopo, presso l’Hotel Ephrussi viene recapitata una piccola tela firmata semplicemente con una M. Raffigura un gambo di asparago appoggiato su un tavolo, ed è accompagnata da un biglietto : ” Questo era scivolato dal mazzo”.

manet-asperge-orsay

Edmund De Wall, Un’eredità di avorio e ambra, Bollati Boringhieri 2011

Su Charles Ephrussi e Proust, qui e qui

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