aguzza lo sguardo

                                            Aguzza lo sguardo,

laggiù vedrai nell’ingrigire della sera

le ruote dei mulini a vento girar

lontane. E il bosco arretra, davvero,

a una tale distanza che più non sai

dove sia mai stato, e la casa diaccia

si spacca, e la brina disegna sui campi

un’immagine della terra incolore.

Così, quando il nervo ottico

si lacera, nell’aria silenziosa e immota

tutto si fa bianco

come la neve sulle Alpi.

(W. G. Sebald, Secondo natura. Un poema degli elementi, Adelphi, 2009, traduzione di Ada Vigliani)

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