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Archive for ottobre 2012

Letizia Battaglia, Tribunale di Palermo, 1998. Il magistrato Roberto Scarpinato con la sua scorta, durante gli anni in cui fu Pubblico Ministero al processo contro Giulio Andreotti, poi assolto per prescrizione di reato, Palermo 1998.
Da doppio zero

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Mi passano  pensieri per la testa. Così rapidamente che non riesco neanche a vederli. So che penso ma un attimo dopo non so più cosa. Mi vorrei preoccupare di questo come se fosse segno di una vecchiaia che non solo è incipiente come la canizie ma è già qui. Mi vorrei preoccupare ma forse la vecchiaia è talmente vicina da essere già incoscienza del futuro che oggi mi pare la più entusiasmante delle leggerezze.  I pensieri che mi passano per la testa non sono pensieri ma sguardi che getto sul mondo sulle cose e sulle persone. Registro quel che vedo, particolari che rimangono, non so per quanto e non mi interessa molto, forse il tempo che basta.

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notturni non indiani

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W.G.Sebald

Gert Voss

Jan Peter Tripp è un pittore tedesco, esponente del realismo, amico sin dalla prima infanzia di W.G. Sebald, con il quale ha pubblicato alcuni testi non tradotti in Italia. Alle sue opere Sebald ha dedicato un saggio, raccolto nell’ultima pubblicazione Adelphi, Soggiorno in una casa di campagna.

Gert Voss è un attore, interprete tra l’altro di testi di Thomas Bernhard.

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Sebald

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Sì, ma torniamo al latino: io, vede, il plus ve lo riconosco. Il plùs, non il plàs, come dice la sua collega, perché qui siamo latini, mica inglesi. Il plus ve lo riconosco, perché c’è nella vostra offerta, ma mi dica: quel pulsante lì, è un optional?

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Merkel verde pisello, di Marco Belpoliti

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sorrisi 2

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Come mai l’idea della baracca di Ira mi rimase fitta in capo così a lungo? Be’, sono le primissime immagini- d’indipendenza e di libertà, in particolare- quelle che continuano ostinatamente a vivere, a dispetto delle gioie e delle mazzate della maturità. E l’idea della baracca, dopo tutto, non è di Ira. Ha una storia. Era di Rousseau. Era di Thoreau. Il palliativo della capanna primitiva. Il posto dove sei ridotto all’essenziale, dove torni- anche se non è da lì che vieni- a decontaminarti e a dispensarti dall’impegno di lottare. Il posto dove ti togli- come un insetto durante la muta- le divise che hai indossate e i costumi che ti sei messo sulle spalle, dove ti spogli delle tue umiliazioni e del tuo risentimento, delle concessioni che fai al mondo e della sfida che gli lanci, della tua manipolazione del mondo e dei suoi maltrattamenti. L’uomo che invecchia se ne va nei boschi: il pensiero filosofico orientale abbonda di questo motivo, il pensiero taoista, il pensiero indù, il pensiero cinese. L'”abitante della foresta”, ultima tappa sulla strada della vita. Pensate a quei dipinti cinesi del vecchio ai piedi della montagna, il vecchio tutto solo ai piedi della montagna che rinuncia al tumulto dell’autobiografico. Era entrato vigorosamente in competizione con la vita; ora, calmatosi, indossata una faccia austera, entra in competizione con la morte, l’ultimo ineluttabile impegno che gli resta.

Philip Roth, Ho sposato un comunista, trad. Vincenzo Mantovani, Einaudi 2002

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