i benpensanti

Lei e lui alla posta, una fila tutto sommato modesta, ne ho viste di peggio. Lui al telefono che squilla spesso, parla a voce alta, come si conviene a un uomo del suo rango che voglia far sentire ai comuni mortali seduti in attesa del loro turno che ha un ruolo importante, è un medico. Sì, ti conviene andare al Pronto Soccorso, dai retta a me, se si tratta di una lussazione. Come dici? un’infezione? Ah, no, una lussazione. Allora sì, guarda, così ti steccano, te lo fermano, dai retta a me, camminando in su e giù. Lei gli sta alle spalle, lo guarda, anche lei parla a voce un po’ alta, mentre noi ci facciamo gli affari nostri, leggendo il giornale, un libro.
Loro in piedi, avanti e indietro. Sì, dice lei, è uno scandalo, è vero, hai ragione, solo due sportelli aperti, è vero, hai ragione, Paolo. Sì, hai ragione, dice lei, ci vorrebbe una protestina scritta.
Una protestina, penso, una minestrina, una cenetta, mettiti un golfino, mi raccomando vai pianino. Una signora per bene deve saper moderare i termini in pubblico.

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