meditazioni

Che fosse che da qualche giorno le capitasse di sentire chiaramente come dentro di sé in certi momenti parlava un’altra e nuova lingua, come se l’orecchio suo si stesse abituando ai suoni diversi che si propagavano intorno a lei per l’aria, Pedra Alexandronova in quel momento stava passeggiando lungo la riva del mare e si chiedeva, nella sua lingua però questa volta, com’è che non ci si potrebbe, a detta di alcuni, fidare mai delle proprie percezioni e di quali percezioni, allora, ci si dovrebbe fidare. Perché, secondo il ben noto paradosso di Aristotile, se le percezioni di ciascun individuo rispetto a ciò che gli accade intorno sono solo le sue e quindi la realtà in realtà non esiste di per sé, su cosa dovrebbe poter contare un individuo? Voleva dire, proviamo a interpretarla noi che un poco la conosciamo, voleva dire Come faccio a sapere che quello che sento non è vero oppure è vero a seconda dei casi? su quale analisi della realtà mi devo basare per agire? e gli altri, ancora, su cosa si basano per agire, su quali percezioni, su quali sensazioni? essi mettono forse tutto in dubbio ogni volta? pensano di sentire e interpretare sempre bene tutto? o pensano al contrario che il resto delle cose e delle persone sia inconoscibile, insondabile, un mistero profondo?

Le sembrava, a dire il vero, una gran confusione, il mondo.

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