Paesaggi con figure – 25/06/12

Paesaggi con figure – 25/06/12.

Tutto da vedere.

Un itinerario geografico e interiore sospeso tra paesaggio naturalistico e artistico/poetico ritrovando una dimensione mistica e religiosa che fa parte della cultura italiana.
Durante il viaggio dal Gran Sasso fino al mare della costiera marchigiana, rievochiamo frammenti sonori legati al sogno di ogni italiano all’epoca del boom economico. Poi il paesaggio delle colline maceratesi e le parole di Leopardi dell’Infinito prima di entrare nella ovattata e protettiva piazza di Ascoli Piceno
Poi le parole di Pasolini – su uno scorcio di un piccolo paesino appenninico marchigiano, Favalanciata – che tanti anni fa coglieva l’armonia presente nelle forme degli insediamenti umani nella natura e nel paesaggio e già intuiva il pericolo di un equilibrio violato. Lo splendido paesaggio umbro di Castelluccio, prezioso dono e bene comune da tutelare, ci porta all’Eremo delle Carceri ad Assisi e all’incontro con un frate francescano che ci ricorda la necessità di riappropriarsi del valore del silenzio, dell’essere, del rispetto della natura, dello spirito francescano della conciliazione, elemento che tanto servirebbe all’Italia di oggi.
Le immagini e i rumori dei non lontani scontri dei Black Bloc a Roma ci riportano l’immagine di un’Italia in conflitto, scontenta e sofferente, un’Italia delle periferie. Le parole di Don Matteo della Comunità di Sant’Egidio e parroco di Tor Bella Monaca, periferia di Roma, agglomerato urbano tipico delle nostre grandi città, affrontano il tema della necessita della condivisione e del valore della comunità per facilitare la convivenza e migliorare la qualità della vita delle persone nelle città.
Poi – attraversando il paesaggio delle crete senesi – l’incontro in un circolo ARCI di Fucecchio, in provincia di Firenze, con un gruppo di anziani iscritti al vecchio partito comunista italiano, da cui emerge la visione politica ed esistenziale della figura del militante. Poi la pianura emiliano-romagnola, piatta e silenziosa, ferma e allo stesso tempo luogo in cui appaiono nuovi totem della modernità, alla scoperta della Biblioteca Malatestiana di Cesena.
Dai manoscritti teologici e filosofici del XIII e XIV secolo alla Notte Rosa di Riccione, palcoscenico in cui apparire e mettersi in mostra fino a perdersi nella notte techno delle autostrade della riviera. Il filo rosso della memoria torna in questo viaggio italiano con gli ultimi testimoni delle stragi nazifasciste in Italia – a Marzabotto sull’appennino bolognese – e si chiude a Bologna al Museo dedicato alla strage di Ustica: una intensa e drammatica installazione di Christian Boltanski e un invito a tutti gli uomini e donne di buona volontà che vivono in Italia a ricordare affinchè questo Paese possa rinascere.

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