chi può dirlo?

-Dovresti prendrere un nuovo cane,- disse Aomame.

-E’ quello che mi dice la signora. Mi fa notare che nella casa rifugio c’è bisogno di un cane da guardia. Ma io non me la sento.

-Ti capisco. Ma è meglio che tu lo faccia. Non sono in grado di dare consigli a nessuno, ma di questo sono convinta.

-Sì, lo farò,-disse Tamaru- In effetti c’è bisogno di un cane da guardi addestrato. Al più presto mi rivolgerò a un negozio di animali.

Aomame guardò l’orologio che aveva al polso, quindi si alzò. mancava ancora un po’ di tempo al tramonto. Ma già si intravedevano i primi segnali. Nel cielo si andava insinuando una diversa gradazione di azzurro. Aomame sentiva ancora una leggera ebbrezza dovuta allo sherry. Chissà se la signora stava dormendo.

Alzandosi lentamente, Tamaru disse:

– Cechov ha scritto: « Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari».

– Che significa?

Tamaru si mise in piedi di fronte a Aomame. Era più alto di lei solo pochi centimetri.

-Vuol dire che in un racconto non si devono introdurre oggetti se non sono necessari. Se in un racconto spunta una pistola, è necessario che a un certo punto della narrazione venga fatta sparare. Cechov amava scrivere racconti privi di fronzoli.

Aomame si sistemò le maniche del vestito, e mise in spalla la borsa a tracolla.

– E’ questo che ti preoccupa. pensi che se la pistola appare in scena, sicuramente farà fuoco.

– Assumendo il punto di vista di Cechov, sì.

– Quindi potendo vorresti evitarti di procurarmi la pistola.

– E’ un’arma pericolosa e illegale. Inoltre, aggiungerei che Cechov è uno scrittore attendibile.

– Ma questo non è un romanzo. Stiamo parlando del mondo reale.

Tamaru socchiuse gli occhi e guardò fisso il volto di Aomame.

– Chi può dirlo?

One thought on “chi può dirlo?

  1. simpatica questa metanarrazione in cui i protagonisti non sanno se essere in un romanzo o nella realtà. E come in un gioco di specchi, lo stesso potremmo dire per noi e il nostro quotidiano. A questo proposito, ti consiglio la visione del film “Vero come una finzione”. Riguardo alla pistola, mi piacciono molto le narrazioni “non funzionali” in cui ci sono delle pistole che non spareranno mai. In “Moby Dick” ci sono pagine e pagine sulla balena, sull’olio di balena, sui mari che la balena attraversa. Togli quelle pagine, e la storia non cambierà di una virgola, eppure sono bellissime.

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