il doppio legame

Il doppio legame indica una situazione in cui, tra due individui uniti da una relazione emotivamente rilevante, la comunicazione dell’uno verso l’altro presenta una incongruenza tra il livello del discorso esplicito (verbale, quel che vien detto) e un ulteriore livello metacomunicativo (non verbale, come possono essere i gesti, gli atteggiamenti, il tono di voce), e la situazione sia tale per cui il ricevente il messaggio non abbia la possibilità di decidere quale dei due livelli, che si contraddicono, accettare come valido, e nemmeno di far notare a livello esplicito l’incongruenza. Come esempio Bateson riporta l’episodio della madre che, dopo un lungo periodo, rivede il figlio, ricoverato per disturbi mentali. Il figlio, in un gesto d’affetto, tenta di abbracciare la madre, la quale si irrigidisce; il figlio a questo punto si ritrae, al che la madre gli dice: “Non devi aver paura ad esprimere i tuoi sentimenti”.

Nonostante a livello di comunicazione implicita (il gesto di irrigidimento) la madre esprima rifiuto per il gesto d’affetto del figlio, a livello di comunicazione esplicita (la frase detta in seguito), la madre nega di essere la responsabile dell’allontanamento, alludendo al fatto che il figlio si sia ritratto non perché intimorito dall’irrigidimento della madre, ma dai suoi stessi sentimenti; il figlio si trova impossibilitato a rispondere. (Gregory Bateson)

Oppure:

Le mie angosce di comportamento sono ridicole e diventano sempre più ridicole, all’infinito. Se l’altro incidentalmente o negligentemente mi dà il numero di telefono di un posto in cui posso trovarlo a certe ore, io subito mi agito: devo o non devo telefonargli? ……. Talvolta a furia di deliberare su “niente” (questo è quanto direbbero gli altri) finisco con lo sfiancarmi; a questo punto, con un ultimo guizzo, come uno che sta per annegare e cerca con un colpo di tallone di risalire in superficie, tento di prendere una decisione spontanea  (la spontaneità: grande sogno: paradiso, forza, delizia) : Telefonagli, visto che ne hai voglia! ma invano: il tempo amoroso non consente di mettere sulla stessa linea l’impulso e l’atto, di farli coincidere: io non sono l’uomo dei piccoli acting-out; la mia follia è misurata, non si vede; è subito che io ho paura delle conseguenze, di ogni conseguenza: ciò che è “spontaneo” è la mia paura- la mia indecisione. (Roland Barthes)

E ancora, in alleggerimento, ma non senza una sottile ansia:

Beh, c’è di che diventare grulli (o impazzire a seconda della luce del giorno)

3 thoughts on “il doppio legame

  1. dicono che tra la comunicazione verbale e quella non-verbale prevalga o dovrebbe essere prevalente, nel senso di valenza comunicativa, quella non-verbale.
    Il gesto, insomma.
    Verba, (come si sa), volant.

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