ascoltiamo giàazz

Eppure me le ricordo io queste sere da giovane, quando ancora la notte era l’inizio del giorno e uscivo per la strada e sulla piazza dove già le luci dei lampioni erano accese e illuminavano quello che restava delle rotaie dei tram coperte ormai dall’asfalto. Mi ricordo, il mio passo leggero e sorridente attraversando. A quel tempo ancora non c’era bisogno  che mi guardassi nelle vetrine dei negozi mentre si camminava, quel tempo è venuto dopo, è durato,  e adesso è già scomparso, che non c’è più niente da guardare. Anzi se si butta lo sguardo, subito lo si distoglie con un moto repentino della testa.

Mi ricordo quelle sere che nella casa piena di gente c’ era via vai, che c’era tempo da perdere ed era un tempo pieno di cose e di persone e di discorsi. Era il tempo della giovinezza per tutti , quando la notte tiravi tardi ridendo intorno al tavolo della cucina, ridendo, tu mi capisci? e non passava mai e non eri mai stanco e assonnato.

Perché  tutto, cose case persone, mi vengano in mente stasera non lo so bene, perché guardo dalla finestra forse, e forse sono solo, perché fuori c’è gran rumore di macchine e di gente e penso ancora allora a quella casa a quelle stanze a quella gente lì, della mia giovinezza.  Potrei farne il perimetro passo dopo passo, di quelle stanze, esserci dentro ancora a tutte quante che tutte quante le ho viste e visitate e abitate, di tutte ricordo la luce alle pareti e se faceva caldo e se faceva freddo e le persone chi erano, chi sono ancora, senza che si siano trasformate, che siano cambiate in me. Non vorrei mai rivederle.

Adesso ascoltiamo giàazz alla radio bevendo vino bianco secco, e siamo molto molto felici. Fuori le luci sono accese e le foglie gialle sugli alberi si fanno più rade così possiamo vedere la strada le insegne luminose dei negozi il semaforo acceso. A volte qualcuno telefona ma sbaglia numero.

5 thoughts on “ascoltiamo giàazz

  1. invidio la memoria di Mauro🙂
    comunque, pensavo anch’io sere fa ai tempi che si tirava tardi, ci s’incontrava per ascoltare musica, sognare con la politica, imboscarsi pure, non incontro più nessuno di quelli di allora, senza agrimonia, non so quanto sono felice, anzi ho messo in sospensione la parola felicità da quando qualcuno mi ha detto che si può diagnosticare l’infelicità…
    ciao pes🙂

      1. io ho soprattutto memorie mie, ci sta che sbagli su quelle altrui.
        Comunque, quella casa piena di gente, di cose e di persone … , anche se tu non ci tieni a rivederle, io l’avevo già vista in questo scompartimento qua.
        ciao pessima😉

  2. Io, cinquantenne, credo che ogni periodo della vita abbia i suoi pro e contro. I vantaggi a cinquant’anni(parlo per la mia età) sono più difficili da cogliere. E’ come riuscire a scovare la bellezza in una città difficile ed aspra: hai presente Livorno? una bellezza che si vede nell’acqua scura di un fosso mossa da una notte di libeccio, o in un porticato deserto addolcito da un glicine. La giovinezza è fatta di un sole sfacciato, pelle lucida e risate sguaiate. Insomma, ora è diverso. Ma non per questo meno suggestivo. Penso che a settant’anni – se ci arrivo – penserò con nostalgia a questi anni presenti. Non me li devo lasciar sfuggire dalle mani inconsapevolmente. Grazie per le tue suggestioni, Pessima, mi hanno rievocato notti con amici a parlar di niente.

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