silenzi

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tra le foto qui sopra c’è anche un tema, una parte di un tema scritto da un ragazzino di 15 anni. Quest’anno, al rientro, ho deciso di seguire il consiglio di Marco Lodoli e li ho fatti scrivere, felicissimi di farlo, più o meno sugli stessi argomenti. Infantile, diranno i miei piccoli lettori, ma mentre lo leggevo mi è sembrato che avesse rispetto agli altri, un po’ banali nella forma e nei contenuti in genere, una  particolare grazia nella sua semplicità. Mi ha colpito ad esempio l’uso di certe espressioni apparentemente così letterarie da non credere di poterle trovare nelle pagine scritte da uno di 15 anni, come lo scricchilio dei pezzi dei legno che si rompono al nostro passaggio e persino il grazioso e cristallino suono del torrente anche se un po’ lezioso mi è parso bello.
Ma le immagini che mi sono sembrate avere più forza e bellezza sono quelle sul silenzio e soprattutto questa  la fitta boscaglia che separa le rive del torrente dai paesini circostanti, ovvero separa il silenzio del torrente dai rumori delle città . Ho sentito quel silenzio, mentre leggevo, la frescura del torrente e il silenzio intorno.

Scoperte che fanno piacere:  un ragazzino silenzioso che ama e apprezza il silenzio. Sarà che a volte mi ci ritrovo.

Mi è venuto in mente, mentre lo leggevo sorpresa,  qualche  racconto di Carver sulla pesca, e una poesia, questa, per la storia del padre, suppongo

FOTOGRAFIA DI MIO PADRE A VENTIDUE ANNI

Ottobre. Qui in questa fetida, estranea cucina
studio la faccia di mio padre imbarazzata da giovane.
Un sorrisetto timido, in una mano tiene una sfilza
di persici gialli e spinosi, nell’altra
una bottiglia di birra Carlasbad.

In jeans e camicia di tela, sta appoggiato
contro il paraurti anterior di una Ford del 1934.
Gli piacerebbe avere un’aria spavalda e cordiale per i posteri,
portare il suo vecchio cappello inclinato su un orecchio.
Per tutta la vita mio padre ha voluto essere un duro.

Ma gli occhi lo tradiscono, e le mani
che mostrano senza convinzione quella sfilza di persici morti
e la bottiglia di birra. Padre, ti voglio bene,
ma come posso dirti grazie, io che pure non reggo l’alcol,
e che non conosco nemmeno i posti buoni per pescare?

3 thoughts on “silenzi

  1. è molto bello essere insegnante di lettere. Anch’io ho sempre pensato al tema come l’unica possibilità per i ragazzi di esprimere la loro individualità, la loro unicità nella scuola.
    L’importante è fornire loro la possibilità di farlo dando loro i “temi giusti”.
    Mi colpisce sfavorevolmente e sempre la terna, quaterna? di tracce per la maturità. Argomenti da sociologia o letteratura che verranno trattati con rimasticature da giornali. Perché non essere più semplici?
    ciao

  2. Più che altro- tranne rari casi- funzionano come tanti copia e incolla. Banalissimi nella maggior parte dei casi. Tanto più che è difficile che ci sia a monte un’informazione personale sugli argomenti proposti che non a caso sono sempre più insulsi e ripetitivi.

  3. E in effetti quella musica che poi seppi definita atonale era una cosa da non dirsi rari colpi di strumenti ad arco e poi silenzio campanellini e silenzio e poi ancora suoni stirati e lamentosi di violini e ancora un silenzio che sembrava annunciare lepilogo subito interrotto per da un altro suono grave e doloroso.

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