Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2011

Read Full Post »

Nonostante la distanza che ci separa, anni luce di spazio e di tempo fra di noi.
Se siamo nati dallo stesso elettrone, non c’è scampo.
Micropezzetti di un’esplosione del web, rotti in due metà o di più rotti, ci cerchiamo per tutta la galassia per fare un mostro intero.
M’influescerai allo lungo delle galassie separate, modificando ogni mio gesto autonomo.
Piove da te, io diluvio in libera sincronia.
Siamo non separabili, non locali. Il che significa un’interconnessione istantanea, leggo.
Einstein chiamò questa connessione fastidiosa nostra, Azione Fantasmale a Distanza e anche Terrificante Azione a Distanza.
Capita per colpa dell’allacciamento delle particelle, Il nostro legami durerà dopo la sparizione tua.

ovvero mettere in versi la fisica quantistica. c’è chi sa farlo.

Read Full Post »

Read Full Post »

Solitari, bianchi campi

Ogni notte
il gufo
con la sua scimmiesca faccia selvaggia
lancia il suo richiamo di tra i rami neri,
e i topi hanno freddo
e i conigli rabbriviscono
nei campi innevati –
e allora si apre la lunga, profonda valle del silenzio
quando egli smette il suo canto e si lancia
in aria.
Io non so
quale sia della morte lo scopo
ultimo, ma penso
questo: chiunque sogni di tenere la sua
vita in pugno
anno dopo anno per centinaia di anni
non ha mai considerato il gufo –
come egli viene, esausto,
attraverso la neve,
attraverso gli alberi ibernati,
superati tronchi e piante,
tirandosi fuori da stalle e campanili,
girando per questa e quella via
attraverso le maglie di qualunque ostacolo –
fermato da nulla –
riempiendosi momento dopo momento
di una gioia rossa e digeribile,
lanciandosi a falce dai campi solitari e bianchi –
e come al mattino,
come se ogni cosa fosse
come deve essere, i campi
si fanno intensi di luce rosa,
il gufo scompare
dietro tra i rami,
la neve va a cadere
fiocco dopo perfetto fiocco.

Mary Oliver (anche qui [EN] e qui [EN])

Lonely, White Fields

Every night
the owl
with his wild monkey-face
calls through the black branches,
and the mice freeze
and the rabbits shiver
in the snowy fields-
and then there is the long, deep trough of silence
when he stops singing, and steps
into the air.
I don’t know
what death’s ultimate
purpose is, but I think
this: whoever dreams of holding his
life in his fist
year after year into the hundreds of years
has never considered the owl-
how he comes, exhausted,
through the snow,
through the icy trees,
past snags and vines, wheeling
out of barns and church steeples,
turning this way and that way
through the mesh of every obstacle-
undeterred by anything-
filling himself time and time again
with a red and digestible joy
sickled up from the lonely, white fields-
and how at daybreak,
as though everything had been done
that must be done, the fields
swell with a rosy light,
the owl fades
back into the branches,
the snow goes on falling
flake after perfect flake.

Read Full Post »

Carte de Tendre


continua al mio ritorno…

Read Full Post »

Read Full Post »

Read Full Post »

Yemen, venti persone uccise dall’esercito durante una manifestazione antigovernativa a Sana’a. (19 settembre 2011)

(1971)

Read Full Post »

Read Full Post »

sul divano

Un buon film, inaspettatamente

grazie agli spietati, anche se non sono del tutto d’accordo con certi toni della recensione – e una parte della lettura del film. Mi pare che il personaggio di Greenberg e la ragazza siano, in estrema sintesi, due personaggi presenti a se stessi e vitali, gli unici del film. Il loro incontro è su questo e sulla capacità- del personaggio femminile in questo caso e questa ripetizione di stereotipi, forse, è l’inevitale (?) noia (?) del film- di essere costante. Ma anche Greenberg lo è, mi sembra, nel suo attaccamento a se stesso e  alle sue manie, che sono poi anche convinzioni. Sono umani, come il cane (e, sembra, la prima veterinaria , mi piaceva di più, dice Greenberg) e si danno una mano. Con qualche sdolcinatura.

dello stesso regista bello anche questo (Il calamaro e la balena):

Read Full Post »

Older Posts »