per vincere la noia durante gli esami mi leggo storie di fantasmi

… il desiderio rappresentato nel fantasma non è il desiderio del soggetto stesso, ma il desiderio dell’altro, il desiderio di coloro che mi circondano e con i quali interagisco. Il fantasma, ossia la scena o lo scenario fantasmatico, è dunque una risposta al quesito: «Tu dici questo, ma cos’è che davvero vuoi nel momento in cui lo dici? » La domanda originaria del desiderio non è direttamente «Cosa voglio?», ma «Cosa vogliono gli altri da me? Cosa vedono in me? Cosa sono io per quegli altri?». Un bambino piccolo per esempio è incastrato in una complessa rete di relazioni, in quanto serve come sorta di catalizzatore e di campo di battaglia per i desideri di chi lo circonda. Suo padre, sua madre, i fratelli, le sorelle, gli zii e le zie, combattono le loro battaglie in suo nome; la madre invia un messaggio al padre attraverso la cura del figlio. Sebbene sia consapevole di questo suo ruolo, il bambino non può capire fino in fondo che razza di oggetto egli sia per gli altri, a che razza di giochi stiano giocando con lui. Il fantasma fornisce una risposta a questo enigma: fondamentalmente mi indica che cosa io sia per i miei altri.

Slavoj  Žižek, Leggere Lacan. Guida perversa al vivere contemporaneo, Bollati Boringhieri, 2009

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