il presente

Percepire nel buio del presente questa luce che cerca di raggiungerci e non può farlo, questo significa essere contemporanei. Per questo i contemporanei sono rari. E per questo essere contemporanei è, innanzitutto, una questione di coraggio: perchè significa essere capaci non solo di tenere fisso lo sguardo nel buio dell’epoca, ma anche di percepire in quel buio una luce che, diretta verso di noi, si allontana infinitamente da noi. Cioè ancora: essere puntuali a un appuntamento che si può solo mancare. Per questo il presente che la contemporaneità percepisce ha le vertebre rotte. Il nostro tempo, il presente non è, infatti, soltanto il più lontano: non può in ogni caso raggiungerci. La sua schiena è spezzata e noi ci teniamo esattamente nel punto della frattura.
«Accogliendo il paradigma che qui ci interessa, significherebbe dunque darsi gli strumenti per vedere apparire le lucciole nello spazio sovraesposto, feroce, troppo luminoso, della nostra storia presente.»
(la foto di María Carrazoni)

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