nessuno vuol vedere niente

E tu?         Cos’hai visto? 

«…e di solito uno sa come vanno a finire le cose, come evolvono e che cosa ci attende, verso dove si indirizzano e quale ne dovrà essere la fine; tutto è lì a portata d’occhio, in realtà tutto è visibile da molto presto nelle relazioni come nei racconti onesti, è sufficiente osare guardarlo, un solo istante racchiude il germe di molti anni a venire e quasi della nostra storia intera- un solo istante carico o grave-, e se vogliamo la vediamo e la percorriamo già, a grandi tratti, non sono tantissime le variazioni possibili, gli indizi di rado ingannano se sappiamo discernere quelli significativi, se si è – ma è così difficile e catastrofico- disposti a ciò, uno vede un giorno un gesto inconfondibile, assiste a una reazione inequivocabile, sente un tono di voce che dice molto e ancora di più annuncia anche se uno sente pure la lingua mordersi- troppo tardi-; sente nella nuca il carattere o la propensione di uno sguardo quando questo si sa invisibile e riparato e senza pericolo, tanti sono involontari;

nota la mellifluità o l’impazienza, percepisce le intenzioni nascoste che non sono mai nascoste del tutto, o quelle inconsce prima che diventino coscienza in chi dovrà accoglierle, a volte uno prevede qualcuno prima che questo qualcuno preveda se stesso né si conosca né s’intuisca neppure, e indovina il tradimento ancora non ordito e lo sdegno ancora non provato; e l’imbarazzo che uno causa, la stanchezza che provoca o l’avversione che ormai ispira, oppure il contrario che non è meglio sempre: l’incondizionalità che ci prende, l’eccessiva attesa, la dedizione, l’affanno di compiacere dell’altro e di esserci vitale per soppiantarci poi ed essere così chi noi siamo; e l’ansia di possesso, l’illusione che uno crea, la determinazione di qualcuno di stare o rimanere al suo fianco, o di conquistarlo, e la lealtà irrazionale, vaneggiatrice; nota quando c’è entusiasmo e quando è solo lusinga e quando è mescolanza (perchè nulla è puro), sa chi non è uno stinco di santo e chi ambizioso e chi non ha scrupoli e chi passerà sul suo cadavere dopo averlo schiacciato e chi è un’anima candida, e sa che cosa ne sarà di queste ultime quando le incontra, il destino che li aspetta se non si correggono e si viziano e anche se lo fanno: sa se saranno vittime sue. Vede chi abbandonerà chi un giorno o l’altro quando gli presentano una coppia sposata o no, e lo vede immediatamente, non appena li saluta, o più tardi ormai lo capisce. Coglie anche quando qualcosa si distorce e finisce male, o fa una grande giravolta e le cose cambiano, quando si rovina tutto, in quale momento uno smette di voler bene come prima o smettono di volergli bene, chi verrà a letto con noi, chi no, e quando un amico scopre la propria invidia o piuttosto decide di arrendersi ad essa e lasciare che adesso sola lo conduca e guidi; quando comincia a trasudare o si carica di risentimento; sappiamo che cos’è che si esaspera o scoppia in noi e che cosa ci condanna, che cosa sarebbe stato conveniente dire e non abbiamo detto o che cosa tacere e non abbiamo taciuto, che cosa fa sì che a un tratto un giorno ci si guardi con altri occhi – torbidi o cattivi occhi: è già malanimo-; quando deludiamo o quando irrita che ancora non lo facciamo e non offriamo il pretesto tanto atteso, per essere congedati; quale particolare non si sopporta e segna l’ora in cui diventiamo insopportabili ormai per sempre;  e anche sappiamo chi ci amerà, sino alla morte e oltre e nostro malgrado talvolta, oltre la morte o la mia o la sua… contro la nostra volontà a volte…. Ma nessuno vuole vedere niente e così nessuno vede quasi mai quel che è lì davanti, quel che ci attende o procureremo presto o tardi, nessuno tralascia di avviare conversazione o amicizia con chi soltanto ci porterà pentimento e discordia e veleno e lamentazioni, o con quello a cui noi porteremo tutto questo,per quanto possiamo intravederlo al primo istante, o per evidente che ci appaia. Cerchiamo di fare in modo che le cose siano diverse da quel che sono e da come ci appaiono, ci sforziamo insensatamente a che ci piaccia chi ci piace poco fin dal principio,e a poterci fidare di chi ci ispira diffidenza acuta, è come se spesso andassimo contro la nostra conoscenza,perché così lo sentiamo molte volte, come conoscenza più che come intuizione o impressione o presentimento, non ha nulla a che vedere tutto questo con le premonizioni,non c’è niente di sovrannaturale o di misterioso in quello, la cosa misteriosa è che non lo accettiamo. E la spiegazione deve essere  semplice, per qualcosa così condiviso da tanti: è soltanto che sappiamo,e lo detestiamo;che non  sopportiamo di vedere; che odiamo la conoscenza, e la certezza, e il convincimento; e nessuno vuole trasformarsi nel suo stesso dolore e nella sua febbre…»


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