punti di vista

 Dunque se ‘amore’ viene prima di ‘amicizia’, difficile immaginare amicizia dopo amore, trattandosi non tanto della semplice sottrazione quanto della somma di due atti mancati. E chi offre amicizia è il vincitore, il disamorato per intenderci, che ancora vuole avvicincere l’altro a sè, per piacere o potere o bisogno; chi accetta è il vinto (discacciato dal reame e tuttavia avvinto) che dallo stato di fragilità in cui l’ha scaraventato l’amante, è incapace di reggere la lotta con Eros – il grande demone del Simposio platonico, secondo Diotima- che lo spolpa e lo riduce ossa e capelli.
E così, per non dannarsi, accetta il patto, si contenta di conservare la radice  AM che prima era in ‘amore’, non rifiuta il surrogato, non altera l’immagine dell’amato, e si sottrare all’impeto di morte fallimento e rovina…

(in Peccati d’amicizia, Jolanda Insana,Postfazione)

perchè c’è chi dice che in amore è fortunato l’amante, non l’amato

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