porco non è bello (che l’Italia non è solo un bordello)

La vignetta capolavoro di Altan riprodotta in copertina è del 1981 [ed] è addirittura un editoriale profetico, che afferra e segnala al lettore un vero cambio d’epoca, un’autentica mutazione antropologica in fieri nella politica italiana, che nessuno all’epoca voleva vedere. Perchè, anche i decenni di malgoverno democristiano avevano conosciuto il fiorire rigoglioso e indisturbato della corruzione, della grassazione partitocratica, della “casta” insomma….

Ma il porco di governo e di establishment era ancora costretto all’ipocrisia (l’omaggio che ilvizio rende alla virtù, secondo la massima di François de la Rochefoucauld). Doveva condannare la tangente, che pure coltivava lussureggiante, doveva stigmatizzare l’evasione fiscale, che pure incoraggiava con il lassismo, doveva riempirsi la bocca di “legge eguale per tutti” e di autonomia della magistratura, che pure cercava di impantanare nei “porti delle nebbie”.

E’ con il seocndo Craxi, quello della governabilità (1980), quello del craxismo vero e proprio (dal congresso Psi del Midas, 1976, fino ad allora Craxi era stato invece alleato di Lombardi e Giolitti, e con Bobbio come riferimento ideologico, in un “progetto socialista” di opposizione ai governi democristiani e insieme critico della subalternità del Pci all’Urss) che matura la mutazione antropologica: la corruzione e la prevaricazione diventano vanto.

Con Berlusconi, infine, il “porco è bello!”, da orgoglio spudoratamente esibito, nella certezza dell’impunità, diventa addirittura grido di guerra per abbattere la Costituzione repubblicana, pretesa quotidianamente perseguita perchè il “porco è bello!” si faccia Stato, informi di sè le istituzioni.

Il regime di Berlusconi è appunto questo, la compiuta controrivoluzione del “porco è bello!” che delle opposizioni inette e corrive (che pure sono state al governo molti anni, tra un Berlusconi e l’altro) non hanno voluto vedere, e meno che mai combattere, e che “in nuce” era perfettamente annunciata nel craxismo degli anni Ottanta.

…… la controrivoluzione del “porco è bello!” è arrivata al suo culmine e al suo pieno dispiegamento, e se non verrà fermata e sconfitta ora realizzerà – una volta che Berlusconi vincesse di nuovo le elezioni- l’equivalente funzionale e postmoderno di quello che fu il fascismo quasi un scolo fa.

Analizzare questo non-fascismo pericoloso quanto il fascismo storico, e altrettanto devastante rispetto alla convivenza democratica, ci sembra l’improcrastinabile contributo a un impegno culturale che non può e non deve restare solo culturale. E’ tempo davvero che gli intellettuali si assumano apertamente le responsabilità che i loro privilegi comportano, e  a cui troppo spesso e troppo volentieri in larghissima misura si sono sottratti. E’ tempo che si spendano nell’agorà, nell’impegno politico e civile esplicito, senza più opportunismi e accomodanti distinzioni contro il regime che sta cancelland le libertà e i diritti annunciati dalla Costituzione nata dalla Resistenza. Perchè, solamente finchè c’è lotta c’è speranza. (Paolo Flores d’Arcais, Micromega 1/2011)

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