arriverà, però

ore 13,05 (ora locale)

Non è facile cercare di trasformare un tempo che apparentemente sembra perso e vuoto, in un tempo pieno, un tempo che non ci sembri sprecato.

Tutto questo lo dice tra sè e considera che la sensazione di “perdere tempo” si acuisce con il passare degli anni e quello che una volta non esisteva, il tempo perso, adesso invece è pesante e reale, pensa. Il paradosso, tuttavia, le appare questo: che in realtà non c’è nessuna perdita perchè quel tempo che adesso sembra di perdere, quello delle attese oggi, è quello che non è riempito non da ciò che veramente si desidera, che in realtà  è difficile anche dire che cosa davvero si desideri, ma da quello che quotidianamente occupa le giornate in quanto imposto e apparentemente necessario, a meno che non si scelga, pensa ora, di morire di consunzione o sotto un ponte, ipotesi che altri, non lei, prendono quotidianamente in considerazione, preferendola all’altra, quella di una vita, per così dire, normale.

Che quasi sempre non si tratti di ipotesi, che non ci sia nessuna scelta in molti casi, è una cosa che avrà modo di vedere anche nel corso questo viaggio, ma adesso non lo pensa, non è questo il momento.

E’, il tempo che non sembra perso, quello del lavoro, quello delle spese al supermercato, la vita, per così dire, sociale, il tempo in cui sembra di fare qualcosa di utile, per sè o per gli altri. Di fare, qualcosa. E’ la vacanza di tutto questo, la sua assenza che la spaventa, quando si trova, come adesso, seduta su su una sedia neanche tanto comoda a aspettare. A lei che non ama poi tanto aspettare, anche se ha sempre pensato di essere una che sa aspettare e per questo è sempre arrivata per prima a tutti gli appuntamenti. Una volta pensava questo di sè. Una volta pensava queste cose di sè.

Nè si sente in vena di osservare quello che accade- que pasa?- intorno a lei, perchè non è questo che sta desiderando, si dice cercando di sentire quale strada stia prendendo adesso, in questo momento esatto, senza la mediazione del pensiero, il suo desiderio e accorgendosi intanto che vorrebbe, come in un film americano che qualcuno potrebbe certamente giudicare di scarso valore, che la persona che sta aspettando arrivi improvvisamente e prima del tempo che, l’ ha avvertita poco fa, dovrà aspettare,  si illumini silenziosamente in mezzo a tutti gli altri che percorrono i grandi spazi dell’ aereoporto la sua figura conosciuta, vorrebbe sentire i suoi occhi, sarebbero forse amorosi perchè non visti da lei, spera pur sapendo dentro di sè che non lo saranno mai per leima questo è un pensiero che arriverrà più tardi, non adesso, non è questo il momento– i suoi occhi che mentre si avvicinano la guardano, assorta in questo suo scrivere, allora alzerebbe la testa e la troverebbe di fronte e  le sorriderebbe amorosamente tranquilla, come in un film americano.

Sa perfettamente che non sarà così, che le toccherà ancora aspettare a lungo, guarda l’orologio nella speranza che il tempo passi in fretta, esita a staccare la penna con cui sta scrivendo, una matita in realtà perchè ha perso la penna chissà dove nella fretta di scendere dall’aereo per incontrare la persona che adesso sta aspettando e che, stando ai progetti, avrebbe dovuto essere già qui.

Esita, dunque, a staccare la matita dal foglio, prolunga il più possibile questo momento, facendosi invadere allora dalla nostalgia  per chi non arriva, che la prende alla nuca per i capelli e la tira lentamente  con forza all’indietro, ma sono passati solo dieci minuti e se guarda avanti a sè spingendo la vista fino a dove i suoi occhi di presbite glielo permettono, quindi abbastanza lontano diremmo, non vede il suo passo ampio, ondeggiante, le braccia allargate sui fianchi e il cappotto marrone che le fa vela, così come tante volte l’ha vista arrivare nella realtà e nel desiderio. Arriverà, però, e ogni voce che si avvicina alle sue spalle la fa un po’ rabbrividire di piacere.

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