se la mente

si usano le parole di altri quando ci sembra che non ci sia la possibilità di usare le nostre
Ciò che è possibile
Una notte chiara                       se fosse chiara la mente
Se la mente fosse semplice, se la mente fosse nuda
di tutto tranne che delle necessità più antiche:
cucchiaio di legno       coltello      specchio
tazza                        lampada    scalpello
un pettine che passa tra i capelli accanto a una finestra
un lenzuolo
gettato via nel sonno
Una notte chiara in cui due pianeti
sembrano avvinghiarsi l’uno all’altro      in cui l’erba
terrestre
si muove come seta nella luce stellare
Se la mente fosse
chiara
se la mente fosse semplice          potresti prendere questa
mente
questo particolare stato       e dire
Così vivrei se potessi scegliere:
questo è ciò che è possibile
Una notte chiara.        Ma la mente
della donna che immagina tutto questo          la mente
che rende tutto questo possibile
non è chiara come la notte
non è mai semplice             non può abbracciare
le sue verità come si abbracciano i pianeti in transito
non così facilmente
si libera dal rimorso
non così facilmente
compie il miracolo
per cui la mente è famosa
o era famosa
non diventa astratta e pura a comando
la mente di questa donna
non desidera neppure quel miracolo
ha una diversa missione
nell’universo
Se la mente fosse semplice          se la mente fosse nuda
potrebbe assomigliare a una stanza              un interno pulito
ma come potrebbe essere possibile ora
date le voci delle città- fantasma
le loro minute, vaste configurazioni
che attendono di essere decifrate
la notte oracolare
densa di suoni
Se potesse mai ridursi a qualcosa di simile
a un pettine che passa tra i capelli accanto a una finestra
niente di più
un lenzuolo
gettato via nel sonno
ma la mente
della donna che pensa questo       è avvolta nella battaglia
occupata da una diversa missione
uno stelo d’erba          secca erba piumosa            radicata nella neve
che si agita nell’aria gelida           una bacchetta fiera
che disegna grafici
Anche il dito scorre
su pagine di un libro
ha più buon senso della poesia che legge
conosce attraverso la poesia
attraverso i vetri piumati di ghiaccio
l’inverno
che contrae gli artigli
il vento-falco
pronto ad uccidere.
1980( Adrienne Rich, da Una pazienza selvaggia mi ha portato sin qui, Poesie 1978-1981, in Cartografie del silenzio, Crocetti, 2000)
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