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Archive for settembre 2010

questo è un commento

Anche io credevo di essere molto intelligente una volta. Ora un po’
meno. Molto molto meno. Pur tuttavia son contenta.

Ieri in treno, ho incontrato Porki & Bezty. Porki & Betzy sono
abbronzatissimi e giovani. Salgono in treno a R. Biondi entrambi,
entrambi pantaloncino corto, lui sopra i ginocchi stile casual con
strappi, lei sotto, a gamba stretta. Forte accento milanese. Lui parla
bene l’inglese, dialoga disinvolto col giapponese che si entusiasma
per i suoi pantaloncini, I like I like, e che poi si addormenta di
colpo. Parlano a voce alta tra loro, che li si abbia bene a sentire,
ridendo e sollevando leggermente le spalle,  con un movimento che si
interrompe come per lo scatto della macchina da foto. La vita come
spettacolo. Lui ci informa che su Facebook gli è arrivato un video
hard con Belen da giovane, ma non riesce a vederlo perchè il suo cell
non glielo apre, lei cerca gli orari delle lezioni che iniziano i
primi di ottobre. Per il suo compleanno lui le regalerà un paio di
ballerine, oppure una cena fuori, a scelta. Lei sorride a trecentodue
denti bianchi e sinceramente di uscire non ne ho voglia, ma se ci
fermiamo all’autogrill magari possiamo mangiare un’insalata di pollo.
Lui sono contento di andare a casa. Lei speriamo che ci sia una mezza
stagione, che non finisca l’estate e torni subito freddissimo e
accompagna la frase con un gesto del braccio a tagliare l’aria.

Intanto siamo a V. : cerco dal treno, ma le tracce dell’esplosione non
si vedono più, hanno ricostruito quasi tutte le case, ne rimane una
sola annerita con le barre d’acciao dei piloni a vista, slabbrate e
piegate.

Lui andiamo a mangiare una focaccia da A. Lei se vuoi se insisti,
facciamo quest’ultimo sgarro? dai, andata e gli batte un cinque con la
mano aperta sulla sua. Ma poi se, Carlo, lui si chiama Carlo, allora,
cortesemente puoi smettere di agitarmi questo piede davanti alla
faccia che ci hai camminato tutto il giorno ieri e non potremmo
neanche mettere i piedi sui sedili, mi sa? Le fa molto male un gomito,
se lo tocca di continuo e dice vedi qui in questo punto. Lui mi sa che
però prima vado a casa e mi faccio una doccia.

Scendono al F., lui legge sulla porta del treno l’annuncio che avvisa
coloro che sono sprovvisti di titolo di trasporto valido che possono
pagare una multa di quarantamila lire. Lei dice sì quarantamila
dollari di Paperopoli. Lo spettacolo è finito.

Mi piacerebbe fare un viaggio lento in treno, scendere alle piccole
stazioni e visitare i paesi.

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un orso è un orso

Un orso è un orso,

non c’è soccorso;

da lui son corso

gli ho offerto un torso

mi ha dato un morso.

Un orso è un orso,

non c’è soccorso,

non ha rimorso.

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Batte la fiacca, a Cuma, una lumaca;

consuma la giornata sull’amàca.

—————————

Se l’ape apatica

posa una natica

sul fior del cardo

diventa un dardo.

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A Corfù ci vive un corvo

star lassù l’ha reso torvo

non ha più nemmeno un soldo

guarda in giù con l’occhio tondo.

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Contro di te, povero verme,

le lagnanze sono eterne.

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