poi

Cerca una voce nuova. Che non è nuova, ce l’ha dentro, lo sa. La
sente, a quest’ ora di notte. Chissà dove l’ho perduta, si chiede e
perchè ho smesso di ascoltarla, di dirla, quando. Si accorge che la
salvezza sta lì, forse, ci vuole credere. Si illude ancora?, si
chiede, ti illudi ancora, mia cara? Non lo sa, non lo sa. E d’altra
parte che illusione sarebbe se ci fosse risposta a questa domanda. La
voce era una voce notturna e solitaria,  questo lo sa. Una voce che
parlava da sola, in silenzio, nelle notti rubate. Nelle ore rubate.
Questa era la voce perduta. Una voce di dentro, che non trova quasi
mai la via d’uscita ed è giusto così, che non la trovi, perchè è voce
notturna. La può trovare, la strada, solo nei silenzi, nelle pause del
buio, quando stai abbracciata a qualcuno che si sta addormentando e tu
parli e parli. Questa è la voce. Questa è la sua voce. Ancora
trovarla, sì. Ha voglia di trovarla ancora.  Una voce che non chiedeva
conferma se non a se stessa, lì sul momento, che non aveva bisogno di
risposte. Era lei quella voce. Lì, ferma. Se poi questa voce le
servisse anche a parlare con altri, come sarebbe bello, di nuovo.

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