Perché John Berger donò tutto quel che aveva scritto a un archivio

“Quel che mi interessa degli archivi”, dice Berger, spiegando non narcisisticamente l’atto della donazione, “è che entrandoci si accede al passato, ma un passato per così dire al presente. E così rappresenta un ulteriore modo per le persone che hanno vissuto nel passato, e forse vivono ancora o forse sono morte, di essere presenti. Questo mi sembra uno dei fattori quintessenziali della condizione umana. È di fatto ciò che differenzia l’uomo da qualsiasi animale: vivere con coloro che hanno vissuto, in compagnia di chi non vive più. E non per forza gente che abbiamo conosciuto di persona; mi riferisco a persone che forse abbiamo conosciuto solo attraverso quello che hanno fatto, o hanno lasciato dietro di sé; la questione della compagnia del passato, è questo che mi interessa, e gli archivi sono una specie di sito nel senso di sito archeologico, un sito per quella compagnia, la compagnia del passato”.

Qui l’articolo intero.

Come Kafka e Brod quasi diventarono milionari

Nel corso di un viaggio che, fra l’agosto e il settembre del 1911, li portò a Parigi, con tappe a Lugano e Milano, Kafka e Brod concepirono l’idea di un nuovo tipo di guida turistica. “Doveva chiamarsi “A buon mercato”- ricorda Brod- Franz era instancabile e provava una gioia infantile nell’elaborare nei minimi dettagli i principi di questo genere di guida, che avrebbe dovuto farci milionari e soprattutto strapparci all’orrendo lavoro di ufficio. In seguito intrattenni una corrispondenza molto seria con vari editori sulla nostra “Riforma delle guide turistiche”. Le trattative fallirono perché non eravamo disposti a rivelare il prezioso segreto se non in cambio di un colossale anticipo”
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IL NOSTRO PROGETTO MILIONARIO “A BUON MERCATO”
Un’impresa milionaria.
A buon mercato in Italia, a buon mercato in Svizzera, a buon mercato a Parigi. A buon mercato nelle terme boeme e a Praga.
Traducibile in tutte le lingue.
Motto: Animo!

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Che cosa significa “A buon mercato”. Ha molte sfumature. Dagli alberghi di lusso e dalla goffaggine e pacchianeria del ceto medio noi prendiamo le distanze. E anche nei confronti del basso. Ci rivolgiamo a coloro che, per errore o perché mal consigliati, ritengono che viaggiare comporti eccessivi esborsi e rimangono nei dintorni della città natale (in sé belli, ma già noti). Vogliamo dimostrare che ci sono in tutto il mondo soggiorni a buon mercato, come queste villeggiature estive- includendo ovviamente anche il calcolo del viaggio.

E pure a coloro che osano affrontare un viaggio e a cui far conti e calcoli rovina tal viaggio – e (pardon!) a coloro che si lasciano imbrogliare. Fino a oggi un eventuale imbroglio andava sempre messo in conto, e imputato non di rado al paese ospite. Italia, Parigi. Così noi miglioriamo anche la reputazione di quei paesi. Intesa fra le nazioni.

Aspetto educativo dell’energia dell’uomo nel suo complesso.

Incorrono in truffe solo i mal indirizzati.

Lo stesso diletto a un costo inferiore. Consommation al Monico.

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Edizione con o senza manuale [di conversazione] per chi già conosce la lingua.

Il nostro principio: impossibile imparare una lingua alla perfezione. Bisogna accontentarsi del livello meno faticoso e comunque sufficiente. Meglio quel poco piuttosto che parlar male una lingua studiata a fondo e almanaccare sulle regole. Un infinito dopo l’altro. Duecento vocaboli. Una sorta di esperanto. Lingua dei gesti in Italia. Pronuncia accurata. Non è di ostacolo alla continuazione dell’apprendimento. Francese da noi. Nozioni fondamentali del dialetto svizzero.

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La scelta di Leone

Quando ero una ragazzina, in casa mia madre raccontava spesso di questi ragazzi e ragazze della sua età, o poco più. Queste figure sono state un riferimento, credo, per alcune persone della mia generazione, nate in un certo ambiente, di certo antifascista. Mi sembra che ci abbiano dato un esempio di rigore, di serietà che certo non sempre siamo stati in grado di applicare alle nostre vite, ma che credo ci sia rimasto comunque dentro e che ci fa percepire la situazione dell’Italia di oggi, la politica e molti dei personaggi che la praticano ma anche la società italiana nel suo insieme, le sue trasformazioni, come un desolante deserto morale di fronte al quale forse sarebbe necessario, di nuovo, prendere parola e posizione, averne la forza, la determinazione, lo spirito. Saper leggere il presente in modo non superficiale e agire di conseguenza, ognuno come può.

Un documentario Rai su Leone Ginzburg

Appunti sul Social-fascismo. La condivisione delle “idee senza parole”

Due poesie di Toti Scialoja (forse tre)

 

Fuori Castelfidardo

sul viale controvento

lo striscione TRAGUARDO

copre metà tramonto.

Fa buio al primo sguardo

mandano ardore i tigli

l’eternità è in ritardo

per colpa dei bisbigli.

(da Il giardino degli sguardi, da Scarse serpi, 1983, in Toti Scialoja, Poesie 1961-1998, prefazione di Giovanni Raboni, Garzanti, 2002)

Cartolina da Nizza:

sul molo l’onda innalza

i suoi spruzzi- il palmizio

sprezza la mossa falsa.

Svolazza la tua firma

-si legge per un pelo-

è un nembo nero il timbro

postale in mezzo al cielo.

(da Paesaggi sul peggio, idem)

Fuori piove se piango

senza sedermi senza

causa apparente spengo

la cicca lentamente

più che piangere spingo

lacrime sulla pelle

percorrendo la stanza

quanta è larga da un angolo

all’altro vanno vanno lente

quelle gocce ingranaggio

più logoro che blando

le sento sulla lingua

certo non me ne viene

il minimo vantaggio

solo un odore d’acqua

piovana intrisa a cenere.

(da Respiro di serpi, idem)

 

 

Ma tu come ti difendi?

Ma tu come ti difendi?

Tengo due sigarette e una moneta
nella tasca interna del giubbotto

Mangio in riva al mare
sembra azzurro da qui
alla giusta distanza la vista migliora

Guardo i miei genitori
indovino quali rughe saranno le mie
vorrei sotto l’occhio sinistro la piega che ha mia madre
e che le mie mani invecchiassero come quelle di mio padre
salutarli è ogni volta accorciare il tempo insieme

Vivo sei giorni a settimana
uno lo tengo da parte
per quando saremo vecchi

 

© Inedito di Francesco Zani

Kilkunastoletnia

Un’adolescente

Io-un’adolescente?

Se qui, ora, d’improvviso, mi comparisse davanti,

dovrei forse salutarla come una persona cara,

benché mi sia estranea e lontana?

Versare una lacrimuccia, baciarla sulla fronte

per la sola ragione

che la data di nascita è la stessa?

Siamo così dissimili,

che forse solo le ossa sono uguali,

la calotta cranica, lo orbite oculari.

Perché già i suoi occhi sembrano un po’ più grandi,

le ciglia più lunghe, la statura più alta

e tutto il corpo è fasciato

da una pelle liscia, senza un’imperfezione.

In verità ci legano parenti e conoscenti,

ma nel suo mondo, di questa cerchia,

vivi lo sono quasi tutti,

mentre nel mio quasi nessuno.

Siamo così diverse,

così diversi i nostri pensieri e le parole.

Lei sa poco-

ma con caparbietà degna di miglior causa.

Io son molto di più-

ma non in modo certo.

Mi mostra qualche poesia,

scritta con grafia nitida, accurata,

come ormai io non scrivo più da anni.

Leggo quelle poesie, le leggo.

Be’, forse quest’unica,

se solo si accorciasse

e correggesse qua e là.

Il resto non promette nulla di buono.

La conversazione langue.

Sul suo modesto orologio

il tempo è ancora instabile e costa poco.

Sul mio è molto più caro e esatto.

Per commiato nulla, un sorriso abbozzato

e nessuna commozione.

Solo quando sparisce

e nella fretta dimentica la sciarpa.

Una sciarpa di pura lana,

a righe colorate,

che nostra madre

ha fatto per lei all’uncinetto.

La conservo ancora.

(  Wislava Szymbrorska, dalla raccolta Tutaj (Qui), 2009, in Wislava  Szymbrorska, La gioia di scrivere, Tutte le poesie (1945-2009), a cura di Pietro Marchesani, Gli Adelphi, 2009)

 

 

i fatti

C’è una differenza fondamentale: mentre le immagini della memoria sono il residuo di un’esperienza continua, una fotografia isola le sembianze in un istante staccato. Ma nella vita il significato non è istantaneo. Viene scoperto perché connette, e non può esistere senza sviluppo. Senza una storia, senza una rivelazione non si dà significato.
I fatti, l’informazione non costituiscono di per sé significato.
(John Berger, Fotografia e verità, su Doppiozero)