e poi mi hai sibilato
“e cercati una parola necessaria
quella con cui restare sola
e fare cena e sonno e vita
la dolce la tenebrosa
assoluta tra tutte da non dire
la spina che ti suona nella bocca
e poi ruggisce perché tu risponda
ti apre ti disonora
ti comanda…”
e io mi sono messa
le mani sulla faccia come chi piange
ho visto prima di tutto una prigione
poi sono nata.
(Silvia Bre, da Nascita con Paesaggio, in Marmo, Einaudi, 2007)

mao_tse_tung

grande è la confusione sotto il cielo la situazione è eccellente

Si conferma la prima parte: il disordine pare totale, si naviga a vista, mi dicono, qui si lavora giorno per giorno, armiamoci di pazienza, cosa ci vuoi fare. Che però la situazione sia quindi eccellente questo non lo credo.

biscotti

In Italia sono molti preoccupati-alcuni- per la storia dei cookies, dei biscottini in rete, quelli su cui bisogna avvertire chi legge i blog. Di questo sono preoccupati. Non di Renzi, della politica, delle elezioni, della merda che stiamo vivendo. No: dei cookies.

Non so se abbiano ragione a preoccuparsi. Non so se anche questa sia una cosa importante, un segno dei tempi, la restrizione di una libertà personale.

Non lo so, come non so più molte cose. Alla mia età faccio già fatica a stare dietro a tutto e a tutti, in certi giorni non ho proprio la testa per farlo, né la voglia. Come se il tempo non bastasse più.  Come se le cose perdessero la loro importanza, e forse va bene così, la vita è altro da questo affannarsi, almeno la vita a un certo punto.

L’altro giorno ho percepito l’impermanenza delle cose, quella di cui si parlava nel film di Bertolucci. L’ho sentita, forse mi ricordo, mentre ero in macchina, ma non te l’ho detto, non so mai come prenderesti queste cose, troppo malinconiche, forse, per te.

 

l’acqua gasata

“L’acqua minerale ai convegni non dovrebbe essere distribuita liberamente, perché un relatore in attesa di parlare continua a bere un po’ per ingordigia e un po’ per calmarsi, finché, chi non è abituato allo sviluppo intestinale dei gas, cede di schianto e corre in bagno dove sta chiuso (nei casi benigni) senza più cognizione, o (nei casi peggiori) deve essere portato via in barella. Interi convegni sono stati distrutti da questa piaga; e se anche i convegnisti ne son consapevoli, l’acqua minerale gasata esercita un’attrazione nevrotica che non si può spiegare con la semplice sete.”

1.Il convegno del 3 aprile 2004, tenutosi a Reggio Emilia, è stato caratterizzato da una certa fretta. Il sindaco aveva minacciato di spegnere tutte le luci se il convegno andava oltre le 19 e 30, cosa che si è puntualmente verificata, in quanto che i convegnisti e i loro sodali si abbandonarono a lunghi sfoghi lamentosi e senza costrutto, anche a canti non pertinenti, e spesso a relazioni lente ed esasperanti, tanto che il moderatore (nella persona di Alberto Manfredini detto El Gaucho) dovette togliere per 6 volte la parola ai più snervanti intervenuti. Nonostante ciò, alle 19 e 30 in punto fu tolta la luce, e alcuni dipendenti comunali furono lanciati tra il pubblico, picchiando a destra e a sinistra con dei tubi flosci di gomma. Quando si riaccese la luce, dopo mezzo minuto, il pubblico non aveva più voglia di convegno e di Pignagnoli, mentre il sindaco fu visto andar via tronfio e impettito, come un gallo cedrone, qualcuno disse, come un’anatra, qualcun altro corresse.

2. A questo proposito, Alberto Manfredini (El Gaucho) ha sostenuto che i poeti a volte producono rumore e fastidio, e in particolare era rumoroso il poeta N. Balestrini (cosa per altro non vera, perché si sa che il poeta N. Balestrini è silenzioso e discreto). Ma Alberto Manfredini ha sostenuto che il poeta N. Balestrini girava per strada con un macchinone giù di carburazione, e che teneva sempre su di giri perché non si spegnesse, col motore imballato al massimo, e arrivava in Comune strombazzando e facendo un fumo più che mai cancerogeno e nero; e lo si vedeva passare, diceva Alberto Manfredini detto El Gaucho, anche in zona pedonale, giù per via Toschi di Reggio Emilia, e per via Scaletta, dove si radunano i poeti suoi figli o comunque suoi derivati, tutti automuniti anche loro, questo affermava Alberto Manfredini detto El Gaucho, che li vedeva andar contromano per i sensi unici, passare col rosso, sgasare senza cognizione di causa, e senza aver pagato la tassa di circolazione (e senza che la giunta mettesse un freno a ciò, a tale disordine spirituale e fiscale).

3. Alberto Manfredini, a questo proposito, sostenne che il poeta N. Balestrini gira abitualmente senza marmitta, e tutti quelli del gruppo cosiddetto sessantatrè, gli corrono dietro senza marmitta anche loro, e in più senza freni (cosa però che non è risultata vera, per quanto attiene ai freni).

Ermanno Cavazzoni, Note e appunti sul rinomato scrittore Learco Pignagnoli e sui convegni che son stati fatti

il viaggio

Maxime du Camp, Il Cairo, La tomba del sultano El-Ghoury
Maxime du Camp, Il Cairo, La tomba del sultano El-Ghoury

A Maxime du Camp

1.Per il bimbo innamorato di carte e di stampe
l’universo è in tutto uguale a un vasto appetito.
Com’è grande il mondo alla luce delle lampe,
e agli occhi del ricordo com’è rattrappito!

Un bel mattino si parte, le menti infiammate,
il cuore pieno di livori e struggimenti amari,
e si segue il ritmo dei marosi alle murate
che culla il nostro infinito sul finito dei mari.

Lieti alcuni di fuggire da una patria trista,
altri con l’orrore dei natali ingloriosi,
altri ancora, astrologhi stregati alla vista
di tiranne Circi dai vezzi pericolosi,

per non farsi tramutare in bestie, con fiducia
s’inebriano di spazi, luce e cieli infuocati,
e il gelo che li morde e il caldo che li brucia
cancellano infine i baci che li han marchiati.

Ma il vero viaggiatore è chi parte per partire,
chi dice soltanto: “Andiamo” e non sa perché
come gli aerostati, a cuor leggero, senza mire,
e accetta il sortilegio che incombe su di sé.

Sono in forma di nuvole i suoi desideri,
e tanto il soldato sogna il fucile come

costui sogna ignoti e mutevoli piaceri,
voluttà di cui la mente non sa il nome.

(Baudelaire tradotto da Gianni Celati)