che paese siamo di nascosto

ce lo dice uno che di mestiere si occupa, come scrive Andrea Inglese nel suo articolo Nuove credenze popolari, su Alfabeta2 di dicembre, di ricerca a metà strada tra antropologia e sociologia delle credenze e che si chiama Domenico Caro. Ha scritto un libro -introvabile- questo dottor Caro, che si intitola Le credenze popolari del nuovo millennio. Italia 2000-2010, cercando di individuare le differenze tra l’Italia così come viene descritta e mostrata dai media e quella parte di popolazione che lui definisce “residuale”: persone che vivono, insomma, ai margini: geografici , economici, sociali (comunità alpine e rurali, disoccupati di lunga durata, anziani, praticanti delle scommesse, casalinghe nate prima degli anni ’60).

Scrive Inglese citando il libro: Per i ceti popolari, che non sono certo rappresentati da quel drappello di robot aggressivi e fanatici che animano i programmi di Mediaset, ma che assomigliano a gruppi frangiati e periferici, imperfettamente legati al circuito del consumo di merci e opinioni, la modernità non c’è mai stata: essi oscillano in modo imprevedibile tra mondo arcaico e postmodernità.

Fin qui niente di strano, direi. Quello che mi ha colpito, di questa recensione, sono alcune statitiche contenute nel libro di Caro e citate da Inglese , che mostrerebbero a suo dire una fetta di paese ancora fortemente legata a pratiche quasi magiche che ne condizionano, scrive Inglese, il comportamento elettorale. Qualche esempio:

Tra i non votanti da più di dieci anni, il 7% è convinto che la situazione politica sia bloccata da una setta vaticana, controllata prima da Andreotti e ora da Berlusconi; il 4% ritiene che Gelli sia il capo dello Stato e Napolitano un suo portavoce ( e perchè no?, mi chiedo); il 12% sostiene che Berlusconi abbia poteri medianici, in grado di controllare telepaticamente l’elettorato disilluso, ed è per tale ragione che ha smesso di andare alle urne. Tra i votanti compulsivi, invece, il 36% è convinto che il capo del Governo sia Bruno Vespa e che a ogni puntata di Porta a Porta si debba votare per un quesito referendario…… Tra le vedove non diplomate, il 31% sostiene di aver ricevuto profferte sessuali da Silvio Berlusconi; il 6% sostiene di aver subìto prigionia e abusi sessuali (con un apparecchio a energia idraulica) da parte di Berlusconi; tra i vedovi non diplomati, il 48% denuncia di essere stato vittima di sodomia praticata da Berlusconi o da “qualcuno del suo entourage”, ma l’11% sostiene di averlo menato a sangue in più di un’occasione nel periodo della sua vita in cui non era ancora famoso.

Nel libro di Caro ci sono anche alcuni risultati- riportati nell’articolo di Inglese- che riguardano questioni trasversali: ad esempio, il 48% è favorevole ad una dittatura socialista rigida, a patto di poter mantenere i riti e la religione cattolica; il 34% crede che in Italia ci siano dieci milioni di cinesi; il 27% ritiene che per la Chiesa cattolica il sesso tra individui adulti e di sesso diverso sia peccato mortale; il 67% da fiducia alle banche italiane perchè appartengono a organizzazioni mafiose; il 22% ha paura che la propria figlia rimanga incinta su internet e infine il 45% crede che Bossi sia vittima di accanimento terapeutico.

Non è proprio male, no? Ma c’è chi sostiene che si tratti di uno scherzo natalizio di Andrea Inglese.


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