” Janet entrò nella mia vita inaspettatamente in un allegro pomeriggio del 1940 e vi rimase fino alla sua morte, all’alba di quel triste giorno di novembre (1978). La nostra amicizia – un’amicizia appassionata- crebbe e fiorì sullo sfondo della seconda guerra mondiale. Ebbe come scenario due continenti, il Nord America e l’Europa….”
Questo l’inizio nei ricordi di Natalia Danesi, italiana naturalizzata statunitense, che ha selezionato, collegato in un racconto di proprio pugno e pubblicato le lettere ricevute da Janet Flanner, americana residente a Parigi per amore culturale e necessità professionale.
…Quando incontra Janet, Natalia ha 38 anni. Janet ne ha dieci di più ed è anche più famosa.E’ l’autrice delle Lettere da Parigi sul New Yorker, firmate con lo pseudonimo francesizzante, Genêt, per far gustare meglio ai lettori americani il profumo del vecchio continente. Proviene da una famiglia quacchera e anche ei ha tre sorelle, di cui una nubile e pianista. Ma madre e sorella non sono così presenti nella vita di Janet come in quella di Natalia. Janet è più fuggiasca, volontariamente sradicata. … La guerra unisce Natalia e Janet perchè Parigi è occupata e la grande corrispondente è costretta a restare “silenziosa e inerte” a New York. Ma poi l’intervento alleato in Europa, il dopoguerra e i successivi decenni di pace le dividono. Per prima, parte Natalia, che torna nella patria italiana come ausiliaria dell’esercito americano, per collaborare alla liberazione. Al rientro di Natalia, parte Janet, corrispondente di guerra da Parigi. Leggi l’articolo completo



